Il carico della Francop Novembre 19, 2009
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In questo slideshow, creato dal servizio pubbliche relazioni delle IDF, possiamo osservare il carico di armi destinate a Hezbollah dall’Iran, catturato dai commandos israeliani del Shayetet 13, azione della quale ci siamo già occupati.
Come evidenziato nel video, il carico includeva:
566.220 pallottole calibro 7.62
20.100 granate a frammentazione F1
5.680 proiettili da mortaio da 60mm di calibro
2.316 proiettili da mortaio da 81mm di calibro
774 proiettili da mortaio da 120mm di calibro
690 razzi da 122mm
varie casse (quantità non specificata) di proiettili d’artiglieria da 106mm
2.125 razzi da 107mm
685 inneschi per razzi
Non sono indicate armi anticarro, come precedentemente trapelato. Tuttavia l’armamentario appare notevole, soprattutto per quanto riguarda i razzi e i proiettili da mortaio pesante.
Slide Show of Weaponry Found on The ‘Francop’ 5 Nov 2009

Iran contro tutti? Novembre 15, 2009
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Il fatto sottolinea come la questione iraniana non sia sentita come un problema unicamente da Israele e l’Occidente, ma preoccupi anche i paesi arabi moderati, tanto da spingerli verso una sorta di tacita “alleanza” o comunque cooperazione contro quello che ormai appare loro come un nemico comune.
La cosa non deve sorprendere perché da anni ormai paesi arabi come Egitto, Giordania e Arabia Saudita, che hanno deciso di intrattenere relazioni più cordiali con Israele (pur non arrivando a un’amicizia, che sarebbe eccessiva alla luce della questione Palestinese), hanno sperimentato una pace duratura con lo stato ebraico. Questo appare essere segno di un’ostilità ormai sopita e soprattutto di come Israele non sia più visto come un nemico mortale, bensì come un possibile partner qualora le circostanze lo richiedano.
Oggi le circostanze portano questi paesi a fare causa comune contro Teheran, visto come elemento di instabilità regionale e fautore di una politica espansionistica che viene valutata pericolosa per l’intera area, come dimostrano il finanziamento ai ribelli sciiti in Yemen, il supporto a Hezbollah di cui abbiamo già parlato, la possibile ricerca dell’arma nucleare.
Tutto questo ci deve far riflettere su due elementi. Innanzi tutto il meeting ha probabilmente permesso uno scambio di informazioni tra gli attori coinvolti, così da avere un quadro completo e unitario della situazione. Questo a sua volta può aver portato alla definizione di mosse condivise; ne risulta che gli eventi dei prossimi mesi, anche se compiuti da singole nazioni, molto probabilmente godranno dell’approvazione – se non di un supporto diretto – anche delle altre.
Secondariamente non dobbiamo aspettarci dichiarazioni congiunte o palesi approvazioni della linea israeliana da parte dei paesi arabi. La difficile situazione in cui versa attualmente il processo di pace in Palestina obbliga i paesi arabi a mantenere posizioni ufficiali defilate per non rischiare sommosse popolari in casa; pertanto ogni azione israeliana o occidentale in genere che possa causare risentimento nel mondo mussulmano verrà probabilmente condannata. Ma come le blande reazioni arabe all’operazione Cast Lead hanno mostrato, esiste una differenza tra ciò che si dichiara e ciò che si pensa realmente.
E se anche la Siria inizia a cooperare con Israele, come riportato dal quotidiano Kuwaitiano Alrai, l’Iran potrebbe trovarsi ormai con pochi alleati se dovesse continuare ad ignorare le richieste della comunità internazionale. Vero è però che per ora non è possibile chiarire se il generale siriano Makhlouf abbia agito secondo ordini ricevuti o abbia semplicemente operato di sua iniziativa per profitto personale. Pertanto la collaborazione tra Gerusalemme e Damasco appare ancora da verificare, perchè se è vero che l’uccisione di Imad Mughniye ha eliminato una scomoda presenza per tutti in territorio siriano, l’attacco al sito di Al-Kibar è stato del tutto negativo e la Siria potrebbe essersi accorta di aver concesso più di quanto pensasse. Personalmente ritengo Makhlouf abbia agito per interesse e profitto personale (leggi: semplice corruzione) e dunque la collaborazione tra le due nazioni non sia stata reale, perlomeno su questo punto. Questo non esclude che i siriani, essendosi accorti del tentativo di uccidere Mughniye, abbiamo comunque lasciato fare perchè, ripeto, l’esponente di Hezbollah risultava scomodo anche a loro. In ogni caso il dialogo per la restituzione del Golan a Damasco continua, e più prosegue più Assad potrebbe allontanarsi dall’alleanza con gli Ayatollah.

Guerra silenziosa Novembre 5, 2009
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Cosa vuole l’Iran? Ormai i dubbi si assottigliano Novembre 1, 2009
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Vi cito un bel articolo di Stefano Torelli sul caffé geopolitico, che mostra il recente “tira-e-molla” della leadership iraniana sulla questione nucleare. Forse i media occidentali avevano dato troppo per scontato l’accettazione da parte di Teheran delle ultime offerte, e questo aveva generato false speranze. Ma ci hanno pensato le ultime dichiarazioni di Amahdinejad a riportare tutti a una cruda realtà.
Certo, forse non tutte le opzioni sono ancora chiuse, ma lo spazio per il negoziato si assottiglia; ed è forse ora di chiedersi seriamente: visto il continuo “siamo pronti a negoziare, ma non alle vostre condizioni” quanto ancora vogliamo farci prendere in giro?
Per contattarmi Ottobre 30, 2009
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Non mi ero mai reso conto – ahimé – di non aver mai messo riferimenti per poter essere contattato da chiunque desideri discutere, commentare, confrontarsi o semplicemente chiacchierare con me sui temi trattati senza passare dai commenti ai post – spesso poco fruibili. Nel riquadro in alto a destra ora trovate l’indirizzo email a cui potete contattarmi se lo desiderate.
A presto!
Il Caffé Geopolitico su Italians di Beppe Severgnini| Ottobre 28, 2009
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Da “Italians” di Beppe Severgnini (corriere.it):
Geopolitici cercano vignettista
Caro Beppe,
chissà se ti ricordi di noi: due Italians al Festival di “Internazionale” a Ferrara. Eravamo in Italia da quanto sembra risultare dall’atlante geografico, ma dall’atmosfera che si respirava in città nei tre giorni del festival ci sentivamo all’estero, o forse ci è sembrato di aver visto l’Italia migliore. Quella che non ti aspetti, ma che da Italiano sai che esiste. Da under 30, poi, è proprio quell’Italia che ti fa dire: “No, anch’io no. Questo Paese non lo lascio”. Insomma un’Italia in controtendenza rispetto a quella che siamo abituati a leggere sulla stampa nostrana ed internazionale (ahimé!).
Ti abbiamo lasciato il volantino del nostro sito internet e ci hai detto di scriverti, così ci avresti presentato ai tuoi amici di Italians!
Eccolo il nostro sito: www.ilcaffegeopolitico.it, esperimento appena nato di micropolitica sul web che si rivolge a tutti quelli che vogliono saperne di più del mondo che li circonda e che su tanti argomenti continuano ad avere le idee un po’ confuse. Non per colpa loro!, le informazioni sono tantissime e destreggiarsi in questa selva non è facile.
Noi ci proviamo a farlo per il nostro pubblico: dall’Afghanistan all’Iran, viaggiando sugli oleodotti che ci portano in Europa, fino al Sud America, rimbalzando attorno al tavolo del G8, 20, 2 e molto altro ancora.
Eccoci qua dunque: un gruppo di Italians in Italia appassionati di tutto quello che accade oltre frontiera. A presto caro Beppe e grazie per la simpatia. Anna, Stefano e gli altri caffeinomani della redazione ti salutano!
Ps: Presto sul nostro sito sarà anche possibile ascoltare una web radio Ps2: ci consigli un vignettista?!
Anna Longhini, anna.longh@libero.it
Certo che mi ricordo di voi e del vostro volantino (azzurro), cari Anna, Stefano & C..
Concordo: a Ferrara c’era “un’Italia in controtendenza”. Mille persone in coda per sentir parlare di libertà d’informazione e “graphic journalism”! Ma ci pensate?
Il vostro http://www.ilcaffegeopolitico.it mi sembra una buona idea, ed è ben fatto. Non ci sono molti posti per parlare di questi temi internazionali. Certo, c’è il nostro “Italians” – ecumenico e mai geloso delle iniziative altrui – e ci sono altre bei forum/blog di Corriere.it: http://americas.corriere.it/ di Rocco Cotroneo e http://leviedellasia.corriere.it/ di Marco Del Corona, sempre aggiornati e vivaci. Ma il mondo è grande, e lo spazio è tanto. In bocca al lupo, ragazzi!
PS Sul vignettista: oltre al celestiale Gioangeli, che però ha chiuso il “Riso degli angeli” (http://risodegliangeli.corriere.it/) per carico d’impegni, c’è Carlo Mantovani, che spesso è apparso nella DODICESIMA LETTERA di questo forum (http://carlomantovani.org/vignette.php).
Un’altra possibilità: cercate penne (matite?) nuove. Dopo questa lettera, sono convinto, vi arriveranno diverse proposte.
Israele – Turchia: relazioni difficili? Ottobre 23, 2009
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La Turchia ha negato a Israele di partecipare alle manovre militari aeree sul proprio territorio, come protesta per l’operazione Cast Lead a Gaza del dicembre-gennaio scorso. Un gesto che potrebbe essere solo isolato, oppure l’inizio di un rischio per le relazioni diplomatiche di entrambi? Ne parlo brevemente nel mio ultimo articolo su “Il Caffé Geopolitico”:
Israele – Turchia: alleanza a rischio?
Ne parla anche il famoso giornalista israeliano Ron Ben-Yishai, uno dei più seri e obiettivi opinionisti israeliani in attività, in un suo lungo articolo diviso in tre parti sullo Yedioth Ahronoth:
Parte 1: Strategic blow to Israel
Parte 2: Israel’s growing isolation
Parte 3: Magic cure no longer works
Di quante forze dispone l’Occidente nello scacchiere medioorientale per opporsi all’Iran? Ottobre 16, 2009
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Una mia analisi per Equilibri sulle forze militari e le basi occidentali e degli stati arabi moderati nella regione, in ottica di potenziale conflitto con l’Iran. L’analisi è inevitabilmente stringata e dunque potrebbe far storcere il naso a chi cerca molti più dati. Ma è il punto d’inizio per un eventuale lavoro più vasto e soprattutto dice tutto ciò che serve (o almeno ci prova) a chi non è disposto a leggere un dossier completo ma inevitabilmente più lungo.
Medio Oriente: l’apparato militare occidentale e filo-occidentale nella regione
Come si può leggere, avere una forza imponente non basta se poi non puoi utilizzarla. Vale sempre il vecchio assioma militare: “gli amatori parlano di strategia, i professionisti di logistica”.
Policy Brief – Iran: gli sviluppi del programma nucleare Ottobre 10, 2009
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Ho sempre parlato poco e niente dei Policy Brief che pubblichiamo su Equilibri.net, colpevolmente visto che ne sono tra l’altro il coordinatore.
Cercherò di rimediare a breve, comunque intanto segnalo la pubblicazione dell’ultimo Brief, sempre sui recenti sviluppi della questione iraniana.
La partita intorno all’atomo Settembre 28, 2009
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La rivelazione del nuovo impianto di arricchimento dell’uranio a Qom riaccende i dubbi della comunità internazionale riguardo alla natura del programma di Teheran. E ripropone l’importanza del lavoro d’intelligence nella partita iraniana. Ne parlo nel mio ultimo articolo per “Il Caffé Geopolitico”:
E’ notevole la mole di informazioni ed eventi che sfuggono ai media tradizionali. Si tratta di una vera e propria guerra delle ombre, una nuova guerra fredda.