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Speranze di pace? Maggio 20, 2008

Posted by lorenzonannetti in Senza Categoria.
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Quanto è lontana la pace in Palestina? Rivolgete questa domanda a un cittadino medio e la risposta sarà qualcosa del tipo “mai” o “eh… chissà quando!” o “ancora molti e molti anni”. Tuttavia se ci si informa bene e si evitano sparate propagandistiche sia pro che contro tale possibilità, si scopre che in realtà il processo di pace non solo non è fermo, ma sta anzi registrando buoni progressi. Ne parlo in Israele: nuove prospettive di pace, un mio articolo su Equilibri.net.

I colloqui tra Israele e ANP hanno ricevuto un nuovo impulso grazie ad accordi riguardo ai confini del futuro stato palestinese e alla gestione della sicurezza. Analogamente sono stati fatti alcuni passi avanti nei negoziati con la Siria per arrivare a un trattato di pace in cambio della restituzione del Golan. In entrambi i casi però le necessarie concessioni sono fonte di aspra critica da parte della destra israeliana che considera inaffidabili gli interlocutori arabi; il governo Olmert si trova quindi costretto a una difficile opera di convincimento della propria popolazione. Senza soluzione appare invece la questione di Gaza: l’offerta di tregua da parte di Hamas viene giudicata solo una scusa per guadagnare tempo e rinforzarsi, complici le dichiarazioni degli stessi leader islamici.

Intendiamoci, come scritto nell’articolo, alcuni punti comporteranno trattative difficili, ma entrambe le parti hanno dimostrato disponibilità a rinunciare a qualcosa pur dir aggiungere veri risultati nell’accordo complessivo. E’ questo lo spirito di un vero negoziato e dunque sono ragionevolmente ottimista che si possa giungere a una soluzione. Forse non quest’anno come si auspica, ma sono fiducioso accada entro fine 2009 al più tardi. E la scadenza di fine 2008 sarà un utile sprone. Le scadenze, anche se non vincolanti (come in questo caso), hanno sempre un potere quasi “magico” di spingere la gente all’azione…
Interessante anche l’apertura con la Siria: Egitto e Giordania hanno dimostrato che Israele può vivere in pace con i vicini se questi non lo minacciano. Forse è ora che anche Damasco faccia lo stesso, visto anche che i vantaggi per Assad sarebbero ora consistenti.
Rimane il problema di Gaza: la tregua è alle porte ma dubito durerà a lungo… e più Abbas avanza verso l’ottenimento di un accordo definitivo, più loro si opporranno; a meno di non farne parte, ma solo da protagonisti vincitori, perchè questo è loro necessario per mantenere un alto profilo con la popolazione palestinese. Altrimenti rischiano di essere additati come promotori di azioni fallimentari, mentre Fatah e Abu Mazen diventerebbero gli eroi incontrastati del popolo palestinese.

Complicato? E’ politica gente… sì, esiste pure lì, e anzi tra i palestinesi è molto più spietata che da noi.
Analogamente va detto che la politica Israeliana avrà una parte importante nel decidere quanto ci vorrà per i negoziati… Olmert e Barak inevitabilmente si dovranno mettere contro lo Shas, che non vuole fare concessioni su Gerusalemme. Ma queste concessioni sono inevitabili. Dunque, la Knesset diventerà rovente.

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