Livni vince ma non trionfa Ottobre 2, 2008
Posted by lorenzonannetti in Senza Categoria.trackback
Con 431 voti in più del suo avversario, Tzipi Livni ha sconfitto Shaul Mofaz nelle elezioni primarie di Kadima. Il risultato appare sorprendentemente risicato considerati i pronostici che la davano vincente con più di 10 punti %. La ragione di un tale risultato va cercata nel fatto che l’affluenza è stata molto scarsa, poco più del 50% degli aventi diritto, e che Mofaz è evidentemente riuscito a mobilitare maggiormente i suoi sostenitori. Mofaz ha continuato a catalizzare l’attenzione su di sé prima annunciando un proprio ritiro dalla politica (forse con l’intenzione di passare più tardi al Likud?), poi è tornato sulla sua decisione.
La vittoria della Livni potrebbe annunciare la formazione di una nuova coalizione di governo sempre basata sull’alleanza Kadima-Laburisti, ma la situazione è stata complicata ulteriormente dalle dichiarazioni di Barak, che ha prima chiesto al Presidente Peres di essere nominato lui Primo Ministro (addirittura tramite una modifica della legge parlamentare), poi ha suggerito un governo di unità nazionale proprio con il Likud di Netanyahu.
La ragione di un tale comportamento, molto in disaccordo con quanto sostenuto dallo stesso Barak in passato, è dovuto al fatto che tutti i maggiori partiti (tranne forse la Livni e i suoi sostenitori) vogliono elezioni anticipate. Sia il Likud sia il Labour si sentono forti di nuovi consensi e vogliono ricavarne i relativi vantaggi in sede elettorale.
Va detto però che per i Laburisti questa non sembra essere una soluzione vincente, poiché tutti i sondaggi li danno i svantaggio sia sul Likud sia su Kadima. E’ possibile però che si conti su un’errata valutazione statistica, nella speranza di stabilire nuovi rapporti di forza all’interno del futuro governo.
E’ importante notare come non abbia ancora citato il partito che forse più di tanti altri fungerà da ago della bilancia: lo Shas. Gli ebrei ortodossi sefarditi ancora una volta appaiono l’elemento che potrebbe far girare la vittoria elettorale da uno schieramento all’altro, al prezzo dell’accettazione dei propri programmi. Poichè uno di questi è la non divisione di Gerusalemme, i negoziati tra Israele e ANP potrebbero ancora una volta soffrirne.
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