Israele: quale coalizione di governo dopo le elezioni Febbraio 16, 2009
Posted by lorenzonannetti in Senza Categoria.trackback
Le elezioni politiche israeliane del 10 Febbraio scorso hanno visto il partito Kadima conquistare la maggioranza relativa con 28 seggi; segue però da vicino il Likud, con 27. Si conferma l’exploit di Yisrael Beitenu con 15 seggi, mentre i Laburisti crollano al minimo storico con appena 13. Lo Shas rimane una presenza importante con 11 seggi, mentre i rimanenti partiti non vanno oltre 3-5 seggi ciascuno. In generale si è notato uno spostamento verso destra dell’elettorato, con Kadima che sembra abbia intercettato i voti dei laburisti delusi.
La Livni tecnicamente ha vinto le elezioni, ma una coalizione di centro sinistra non ha la maggioranza alla Knesset. Netanyahu al contrario potrebbe formare una coalizione di destra più solida numericamente, ma i contrasti tra il laico Liebermann e i partiti religiosi ortodossi fanno prevedere relazioni difficili. Proprio Liebermann è attualmente il più corteggiato politicamente, poiché la Livni stessa sta cercando di convincerlo ad entrare in un governo da lei guidato; al contrario Netanyahu sembra voler offrire ministeri importanti a Kadima per formare un governo di unità nazionale. Il crollo dei partiti di sinistra sta invece scatenando una forte critica interna che potrebbe portarli comunque all’opposizione.
Indipendentemente da chi verrà scelto dal presidente Peres per formare il nuovo governo, il futuro esecutivo israeliano appare destinato all’immobilismo. Un governo di destra vedrà lo scontro tra laicismo e ortodossia su questioni economiche e sociali interne. Un governo di unità nazionale invece potrebbe bloccarsi davanti alle sfide di politica estera, in particolare i negoziati di pace con i Palestinesi, dove le sue diverse anime cercherebbero di portare avanti progetti differenti. Quest’ultimo aspetto appare comunque compromesso da qualunque soluzione veda i partiti di destra coinvolti nell’esecutivo; potrebbero perciò soffrirne anche i rapporti con la nuova amministrazione USA e con il mondo arabo moderato.
Lorenzo Nannetti
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