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I miei articoli

DOSSIER

Israele: combattere Hamas a Gaza 03 Aprile 2009

Il 27 dicembre 2008 Israele ha lanciato l’operazione Cast Lead, una massiccia operazione aerea e di terra che aveva come fine danneggiare le infrastrutture militari islamiche nella Striscia di Gaza e far sì che Hamas accettasse una nuova a più duratura tregua. Un obiettivo fondamentale era coinvolgere sia gli stati occidentali che quelli arabi moderati in uno sforzo sostanziale per bloccare il contrabbando di armi e missili dal Sinai alla Striscia. Il risultato è stato un’operazione ad armi combinate da manuale, che ha permesso alla leadership israeliana di raggiungere la maggior parte dei suoi obiettivi a breve termine. Tuttavia il suo successo e gli effetti a lungo termine devono ancora essere interamente determinati.

Israele: problemi militari legati a un attacco ai siti nucleari iraniani 29 Febbraio 2008

Negli ultimi mesi la preoccupazione di Israele nei confronti del programma nucleare iraniano e dei suoi possibili risvolti bellici è aumentata sensibilmente. Recentemente è stato pubblicato un rapporto dell’intelligence USA che afferma come il programma iraniano di ricerca e sviluppo verso armi nucleari sia stato interrotto nel 2003; nonostante il rapporto stesso sia stato considerato non attendibile dalle agenzie di intelligence di Israele e Gran Bretagna, gli USA potrebbero dunque non essere disposti a partecipare a un’operazione militare. Questo rafforza l’idea che lo Stato ebraico potrebbe lanciare un attacco ai siti nucleari iraniani da solo, come ha fatto nel 1981 contro il reattore di Osirak in Iraq. Distanza, mancanza di sorpresa, bersagli multipli coinvolti e incapacità di impedire un contrattacco missilistico iraniano rendono però un tale piano molto rischioso. Israele potrebbe quindi decidere di evitare tale linea d’azione a meno di non esserci costretto, e nel frattempo usare tutti i mezzi diplomatici a propria disposizione per ottenere il necessario aiuto militare USA.

Siria: l’Esercito e il suo cambio di dottrina 27 Luglio 2007

Dopo la guerra dell’agosto scorso tra Israele ed Hezbollah e l’emergere dell’Iran come superpotenza regionale, la Siria potrebbe accettare l’idea di affrontare nuovamente l’IDF in una guerra aperta. Anche se è difficile ipotizzare l’esatto casus belli –vi sono in gioco troppe variabili e la loro continua evoluzione rende impossibile giungere a conclusioni definitive- tutti i rapporti indicano che l’Esercito siriano sta sviluppando una nuova dottrina di combattimento che pone le moderne armi anti-carro e contraeree come forza principale, relegando le forze corazzate ad un ruolo di supporto. Questo approccio non è adatto ad un’azione offensiva, obbligando Damasco a prepararsi ad una battaglia difensiva nella quale le forze speciali diventano elementi essenziali per lanciare un contrattaccoin profondità dentro il territorio israeliano.

ANALISI

Medio Oriente: l’apparato militare occidentale e filo-occidentale nella regione 16 Ottobre 2009

Il contrasto tra Iran e Occidente riguardo al programma nucleare di Teheran si è recentemente intensificato e nuovamente si alzano i rischi di uno scontro militare. Gli effettivi e gli equipaggiamenti di un’eventuale coalizione occidentale appaiono imponenti, guidati da un apparato militare USA che rimane il più consistente della regione. Tuttavia non tutte le forze sono realmente disponibili ed è pertanto improbabile che, in caso di conflitto, tale contingente possa venire impegnato in operazioni che non siano prevalentemente aeronavali e di bombardamento.

Israele: il futuro dei partiti arabo-israeliani 27 Gennaio 2009

I partiti arabo-israeliani costituiscono un’importante parte della Knesset e intercettano il voto della minoranza araba del paese. La loro frammentazione ne rende meno efficace l’azione, ma questo potrebbe cambiare nel caso decidano di fondersi in un unico partito, che potrebbe competere numericamente con alcuni dei più noti partiti ebraici. Tuttavia tale progetto non appare ancora di facile realizzazione e anzi ora la sfida riguarda la possibile esclusione di due formazioni arabe dalla consultazione del 10 Febbraio prossimo. Tale eventualità appare remota, tuttavia è sintomatica di una reazione della destra nazionalista israeliana nei confronti di una possibile crescita dell’influenza araba all’interno della Knesset.

Israele: Kadima e Laburisti verso le elezioni 07 Novembre 2008

Le elezioni politiche in Israele avverranno il 10 Febbraio prossimo e grande attenzione è rivolta a Kadima e Laburisti. Dopo mesi di sondaggi negativi, attualmente appaiono segni di possibile vittoria del partito di centro nei confronti del Likud, mentre i Laburisti rischiano invece un serio ridimensionamento. Tuttavia anche in caso di vittoria Tzipi Livni avrà bisogno di alleanze forti che permettano di fare a meno del partito Shas. In tale ottica risulta interessante la possibilità di accordo con gli arabi israeliani che proprio in questi giorni stanno discutendo la formazione di una lista unica.

Israele: i rapporti con la Russia alla luce della guerra con la Georgia 30 Settembre 2008

Nonostante i contrasti durante la Guerra Fredda, i rapporti tra Gerusalemme e Mosca hanno vissuto un netto miglioramento grazie all’immigrazione di cittadini russi dopo la caduta dell’Unione Sovietica. L’influsso di nuovi capitali ha permesso infatti un’accelerazione nello sviluppo dell’economia e dell’industria hi-tech israeliana, che ha potuto iniziare a proporsi come esportatrice soprattutto in campo militare. I rapporti commerciali con la Georgia hanno però rischiato di compromettere ancora la situazione in occasione del recente conflitto in Caucaso. Nonostante l’amicizia con Tiblisi, Israele semplicemente non può rischiare di inimicarsi il Cremlino, pedina fondamentale nella questione del nucleare iraniano sia dal punto di vista diplomatico sia da quello delle forniture belliche a Teheran.

Libano: la possibile estensione degli scontri nel paese 10 Luglio 2008

Nonostante l’accordo di Doha, i rapporti tra sostenitori del governo e loro oppositori rimangono tesi. Mentre la situazione a Beirut sembra essersi calmata, si sono verificati nuovi scontri più a nord, in particolare attorno a Tripoli. La situazione è resa più complicata dal fatto che oltre alle ormai usuali dispute politiche e religiose esistono problematiche locali le cui conseguenze sono di difficile valutazione. In questo scenario, le milizie legate all’opposizione godono comunque di un vantaggio militare e organizzativo che potrebbero sfruttare per colpire gli avversari singolarmente in sequenza.

Iran: il ruolo di Ali Larijani 12 Giugno 2008

Mentre tutto il mondo segue l’Iran per la questione nucleare e le dichiarazioni del suo presidente Ahmadinejad, sembra rimanere più defilata la sfida interna tra i seguaci dell’Ayatollah Ali Khamenei e gli ultraconservatori. In questa situazione si inserisce la figura di Ali Larijani, ex-negoziatore nucleare che rimane un fedelissimo della Guida Suprema e che potrebbe tentare di farsi eleggere alle prossime elezioni presidenziali di Giugno 2009. Si tratterebbe dell’ultimo passo in una lotta politica volta a ridurre l’influenza degli elementi più radicali del clero nel paese.

Israele: nuove prospettive di pace 15 Maggio 2008

I colloqui tra Israele e ANP hanno ricevuto un nuovo impulso grazie ad accordi riguardo ai confini del futuro stato palestinese e alla gestione della sicurezza. Analogamente sono stati fatti alcuni passi avanti nei negoziati con la Siria per arrivare a un trattato di pace in cambio della restituzione del Golan. In entrambi i casi però le necessarie concessioni sono fonte di aspra critica da parte della destra israeliana che considera inaffidabili gli interlocutori arabi; il governo Olmert si trova quindi costretto a una difficile opera di convincimento della propria popolazione. Senza soluzione appare invece la questione di Gaza: l’offerta di tregua da parte di Hamas viene giudicata solo una scusa per guadagnare tempo e rinforzarsi, complici le dichiarazioni degli stessi leader islamici.

Iraq: l’avanzata curda su Mosul 30 Aprile 2008

La regione nord dell’Iraq sotto il controllo curdo rimane la più tranquilla del paese. Questo ha portato tale etnia a cercare di espandersi verso sud, nel tentativo di prendere il controllo delle grandi città irachene da cui dipendono alcuni vasti giacimenti di petrolio. L’azione prevede una progressiva immigrazione nelle città a maggioranza sunnita per invertire tale distribuzione etnica. Questo piano, riuscito in pieno a Kirkuk, appare di più difficile realizzazione a Mossul, dove sono aumentate le violenze in seguito al tentativo dei sunniti di non cedere. La perdita del centro abitato determinerebbe infatti l’abbandono di una delle poche regioni ricche di risorse ancora sotto il loro controllo.

Siria: le recenti sfide interne 25 Marzo 2008

L’opposizione interna siriana di fronte alle numerose restrizioni imposte ha sviluppato una rete di contatti via internet, ambito che il regime si sta affrettando a porre sotto stretti vincoli. Il controllo delle comunicazioni da parte di Bashar Assad rimane così fondamentale per evitare che spinte esterne possano aprire nuovi fronti di dissenso all’interno del paese. Rimane aperta anche la questione delle minoranza etnica curda, spesso ignorata e in gran parte priva della cittadinanza. Simbolica in tal senso è la differenza di trattamento rispetto ad altre etnie come i Drusi.

Israele: quale soluzione per Gaza? 5 Marzo 2008

Il lancio di missili contro le città di Sderot e Ashkelon costringe Israele a cercare una soluzione riguardo al controllo da parte di Hamas della Striscia di Gaza. L’opinione pubblica è però pesantemente divisa tra chi desidera una soluzione diplomatica, chi rimane convinto della necessità di pressioni economiche e chi richiede una risposta militare massiccia. Nessuna di questo soluzioni è però priva di controindicazioni: la leadership di Gerusalemme si trova perciò costretta a soluzioni intermedie che si sono dimostrate, o rischiano di diventare, di dubbia efficacia.

Palestina: la stretta di Fatah nella West Bank 12 Dicembre 2007

La recente conferenza di Annapolis ha rafforzato la posizione di Abu Mazen agli occhi di buona parte della diplomazia mondiale. Questo permette al presidente palestinese di continuare a stringere le maglie del suo controllo sulla West Bank, sfruttando la situazione più favorevole rispetto a Gaza. Un vantaggioso rapporto di forze e la collaborazione con gli israeliani contribuiscono a rendere più facile la lotta armata contro Hamas e gli altri movimenti estremisti, ma per guadagnare in popolarità servirebbe una figura ben più forte: Barghouti.

Palestina: le prospettive di Fatah a Gaza 22 Novembre 2007

In seguito alla presa di potere di Hamas a Gaza nel giugno scorso, il controllo della Striscia è sempre rimasto saldamente in mano al gruppo islamico. Gli affiliati a Fatah sono stati uccisi, sono fuggiti o sono stati ridotti al silenzio. Tuttavia la repressione non ha cancellato la presenza del partito di Abu Mazen nella striscia, come mostrato dalla manifestazione per la morte di Arafat. Rimane però il problema dell’oggettiva debolezza di Fatah a Gaza, tale da garantire il controllo di Hamas ancora per lungo tempo. Solo le intransigenze e le minacce del gruppo islamico potrebbero cambiare la situazione in caso di risposta militare da parte dell’esercito israeliano.

Egitto: il manifesto dei Fratelli Musulmani 30 Ottobre 2007

La Fratellanza Musulmana ha recentemente pubblicato la bozza di un manifesto che raccoglie i propri intenti e ideali politici. Nonostante l’uso di alcuni termini vaghi, l’immagine che ne esce è quella di un gruppo intenzionato a stabilire uno stato controllato dalla legge islamica, non dissimile da come è l’Iran oggi. Le reazioni di intellettuali e analisti sono state pesantemente negative, tanto da far prevedere un calo di popolarità dei Fratelli. Per sopravvivere politicamente essi dovranno puntare maggiormente sul loro tradizionale ruolo di opposizione al governo.

Siria: la politica interna dopo la rielezione di Bashar Assad 25 Settembre 2007

La scontata rielezione di Bashar Assad a presidente della Siria ha aperto una nuova fase nella politica interna del paese. Abbandonando i vecchi ideali pan-arabi, il leader di Damasco sta rafforzando i legami con i magnati sunniti e con le organizzazioni islamiche a lui favorevoli. Tutto questo per rafforzare il sentimento nazionalista siriano di cui egli stesso intende diventare simbolo. L’obiettivo rimane l’ottenimento di un maggiore controllo sul paese, realizzabile anche a causa di un’effettiva debolezza dell’opposizione interna.

Egitto: la lotta tra governo e fratellanza musulmana e l’ascesa di Gamal Mubarak 20 Luglio 2007

La politica interna egiziana è caratterizzata da anni dallo scontro tra il partito del Presidente Mubarak e gli oppositori in gran parte legati alla Fratellanza Musulmana. Di fronte a un allargamento del consenso verso il partito di ispirazione islamica sono state approvate modifiche alla costituzione che aumentano i poteri del Capo dello Stato e che sono state aspramente contestate dall’opposizione. Di fronte a questi contrasti cresce l’attesa verso le politiche future di Gamal Mubarak, accreditato ormai come probabile successore del padre.

Iraq: tre popoli e tre obiettivi 15 Giugno 2007

La difficile situazione in cui versa l’Iraq in questi ultimi anni dipende anche da un’effettiva difficoltà delle tre maggiori etnie locali di collaborare. Questa diffidenza e ostilità reciproca nasce soprattutto dal fatto che sono diversi gli obiettivi che ciascuno persegue e diversa è la visione che ciascuna ha del futuro del paese. Nonostante ciò, tutte e tre sono obbligate a perseguire difficili mediazioni per non rischiare di rimanere isolati nello scacchiere mediorientale, facili prede di vicini più aggressivi.

Yemen: le relazioni estere tra normalizzazione e nuovi contrasti 24 Maggio 2007

Le numerose dispute territoriali tra lo Yemen e i suoi vicini sono state in gran parte risolte grazie ai negoziati e agli accordi firmati nel periodo 1998-2000. Questa situazione ha permesso alla repubblica di instaurare proficue relazioni diplomatiche ed economiche con gli altri paesi della Penisola Arabica. Il recente conflitto nella provincia di Saada ha fatto però nascere nuovi contrasti con l’Iran, paese dal quale sembrano arrivare aiuti e finanziamenti in supporto della fazione ribelle sciita.

Libano: il possibile intervento ONU e l’aggressività di Hezbollah 18 Maggio 2007

Di fronte all’ostruzionismo dell’opposizione filo-siriana e filo-iraniana, l’ONU potrebbe abbandonare i tentativi di conciliazione e imporre la costituzione del tribunale contro i colpevoli della morte di Rafiq Hariri. Il paese dei Cedri si trova però ad affrontare anche altre sfide interne, in particolare riguardo al Presidente della Repubblica le cui modalità di elezione sono ora oggetto di feroce dibattito. Allo stesso tempo Hezbollah torna ad essere minacciosa anche dal punto di vista militare, nonostante la presenza della missione UNIFIL.

Palestina: la gestione del terreno e dell’acqua 19 Aprile 2007

La situazione della gestione del territorio in Palestina è resa problematica dalla recente costruzione del muro tra Israele e West Bank, che rende difficile lo sfruttamento agricolo di alcune zone. A questo si aggiunge il nodo della distribuzione delle risorse idriche. Nonostante la presenza del fiume Giordano e di ingenti riserve sotterranee, i palestinesi non hanno infatti la possibilità di accedervi pienamente come invece fanno i loro vicini israeliani.

Egitto: le organizzazioni sindacali e l’influenza sul governo 29 Marzo 2007

Le leggi dello stato egiziano introdotte nel 1952 e inasprite nel 1981 con la morte di Sadat forniscono al governo del Cairo i mezzi per controllare le organizzazioni sindacali e impedire l’infiltrazione di elementi vicini ai partiti di ispirazione islamica. Questo e la recente nuova legge sul lavoro hanno portato a numerosi scioperi che coinvolgono una buona parte dei lavoratori, proprio in occasione dell’elezione dei nuovi vertici sindacali nazionali.

Iran: la difficile strada verso le privatizzazioni 13 Febbraio 2007

L’economia a prevalente controllo statale dell’Iran è nel mezzo di un processo di privatizzazione dovuto a una diversa interpretazione dell’articolo 44 della costituzione, promossa dall’Ayatollah Ali Khamenei. Nonostante il supporto della Guida Suprema e del clero riformatore, il processo è tuttora osteggiato degli elementi più conservatori ed è ancora indietro rispetto agli obiettivi prefissati.

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